venerdì 11 novembre 2011

Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.


Qui ad Atene noi facciamo così.


Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.































giovedì 21 ottobre 2010

I SUCCESSI DEL GOVERNO

"Il Lord vicario Angelo incontra Isabella che lo implora di salvare suo fratello dalla pena di morte (scena IV, II atto).


Il Lord: "Egli non morrà, Isabella, se voi mi darete amore".

Isabella: "Io ti denunzierò Angelo, bada! Firma subito il perdono di mio fratello, o ch'io proclamerò a voce spiegata, davanti a tutti, che specie di uomo sei".

Il Lord: "E chi vuoi che ti creda, Isabella? Il mio nome (...) e il posto che occupo nello Stato avranno un peso maggiore di quello della tua accusa. Tutto quello che dirai avrà il sapore di calunnia (...) Dì pure in giro tutto quello che credi. La mia menzogna avrà più peso della tua verità".

(William Shakespeare)

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(SEGUE)
TUTTE LE LEGGI 'AD PERSONAM' DI BERLUSCONI

(Fonte: Marco Travaglio da Il fatto quotidiano del 12 marzo 2010)
http://www.meetup.com/sanremobeppegrillomeetup/pages/TUTTE_LE_LEGGI_'AD_PERSONAM'_DI_BERLUSCONI/

domenica 26 settembre 2010

Lo stratega FINI...



Agorà Magazine– Dalle ore 19 di sabato 25 settembre, su Ffwebmagazine.it, Il Secolo d’Italia, Generazione Italia e Libertiamo, è disponibile l’annunciato video di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera ha fornito le sue risposte a quella che giudica una vera e propria “campagna” contro di lui sulla vicenda di Montecarlo . Il video messaggio, viene riferito, tocca anche altri temi oltre a quello riguardante la casa di Montecarlo, adesso è anche su Agorà Magazine “Stanno accadendo cose gravissime e molto preoccupanti che mettono a rischio l’intero sistema democratico. È un momento buio per la democrazia”.

sabato 12 giugno 2010

I FURBETTI DEL GOVERNINO






Da mesi l'opinione pubblica è catalizzata dalla legge "bavaglio" alla stampa votata al Senato con il voto di fiducia della maggioranza del governo della "cricca" in attesa di passare alla Camera. Tutti (o quasi) temono che una libertà costituzionale fondamentale dei cittadini venga negata o limitata. Tutti ( o quasi) ipotizzano strategie di disobbedienza civile, di ricorsi a Strasburgo e di pubblicazione delle notizie vietate in Italia sui server di altre nazioni, ma nessun giornale pone l'accenno sul vero inganno della "cricca"......!
Pare che nessuno si accorga che se verranno limitate le intercettazioni e con esse lo strumento basilare di indagine della Magistratura, NESSUNA NOTIZIA POTRA' ESSERE PUBBLICATA E CIO', IN QUANTO NESSUNA NOTIZIA CI SARA'.
A me pare che questa povera nazione viva una dimensione irreale in un anacronistico sistema fatto di ruoli istituzionali ipocriti e di mistificazioni mediatiche. Ma gli italiani..!? Tutti (o quasi) davanti allo schermo ad inneggiare W L'ITALIA per i campionati del mondo in Sud Africa?!

domenica 21 marzo 2010

RIPRENDIAMOCI ANNO ZERO E BALLARO' E CONSERVIAMOCI LA DANDINI....





Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi di Sky, Mediaset e Telecom Italia Media (quest'ultima titolare di due reti analogiche, La 7 e Mtv Italia e di due reti digitali multiplex), eliminando così la sospensione della parte di regolamento dell'Agcom che bloccava i talk show televisivi nel periodo elettorale per le emittenti private.

"La motivazione dell'ordinanza del Tar Lazio sgombra il campo da qualsiasi dubbio circa l'illegittima equiparazione dei programmi di informazione a quelli di comunicazione politica". Lo ha detto, al sito di Articolo 21, il commissario dell'Agcom Nicola D'Angelo.

La decisione del Tar, quindi, "ristabilisce il principio della libertà di espressione e tutela anche quello del libero mercato, previsti entrambi dalla Costituzione Italiana. Presupposti necessari per poter garantire ai cittadini di questo paese il loro diritto a un'informazione libera e indipendente".

Ma andiamo a vedere da vicino il Regolamento della Commissione Parlamentare di Vigilanza dei Servizi Televisivi che ha determinato la sospensione dei talk show.

L’ art. 2 del Regolamento

, approvato nella seduta del 9 febbraio 2010 individua i tipi di programmazione:

lett. a) “comunicazione politica”: viene identificata mediante rinvio all’art. 4 comma 1 legge

22.02.2000 n. 28 (legge sulla par condicio) che ne indica le “forme: tribune politiche, dibattiti,

tavole rotonde, presentazione in contraddittorio di candidati e programmi politici, interviste e ogni

altra forma che consenta il confronto tra posizioni politiche e i candidati in competizione”.

La comunicazione politica si realizza mediante le tribune elettorali e politiche (artt. 9 e 10, che

disciplinano l’applicazione della par condicio e dei soggetti aventi diritto all’accesso);

lett. c) “programmi di informazione” sono individuati neitelegiornali, giornali radio, notiziari,

i relativi approfondimenti o ogni altro programma di contenuto informativo a rilevante

presentazione giornalistica, caratterizzati dalla correlazione ai temi di attualità e della cronaca,

purché la loro responsabilità sia ricondotta a quella di specifiche testate giornalistiche registrate

ai sensi della legge 90/ 223”.

Iprogrammi di informazione sono disciplinati dall’art. 6, che, al comma 4, dispone: “le

trasmissioni di informazione, con l’eccezione dei notiziari sono disciplinate dalle regole proprie

della comunicazione politica.

Sostanzialmente il Regolamento equipara i programmi di informazione e di

comunicazione politica, cui consegue una arbitraria estensione dell’applicazione delle

regole previste dalla legge sulla par condicio esclusivamente per le tribune politiche anche ai

programmi di informazione.

Questa ingiustificata estensione viola inesorabilmente la legge 22.02.2000 n. 28 sulla par condicio che

prevede espressamente, all’art. 2 comma 2.: " S'intende per comunicazione politica radiotelevisiva ai fini della presente legge la diffusione sui mezzi radiotelevisivi di programmi contenenti opinioni e valutazioni politiche. Alla comunicazione politica si applicano le disposizioni dei commi successivi. Esse non si applicano alla diffusione di notizie nei programmi di informazione i programmi di informazione".

La "ra

tio" della norma è chiara: mentre la comunicazione politica è preordinata, per l’appunto, a

comunicare un messaggio politico e quindi, non può prescindere dalla qualità e appartenenza del

soggetto che partecipa, l’informazione postula una connaturata inapplicabilità della par condicio ed è

per tale ragione che occorre far ricorso a criteri elaborati in ragione della

specificità del tipo di programmazione che assicurino parità di trattamento, pluralismo, obiettività,

completezza e imparzialità.

La decisione del Tar "ristabilisce il principio della libertà di espressione e tutela anche quello del libero mercato, previsti entrambi dalla Costituzione Italiana. Presupposti necessari per poter garantire ai cittadini di questo paese il loro diritto a un'informazione libera e indipendente".

Il presidente del CDA della Rai ha dichiarato la propria contrarietà ( rivelatasi del tutto inefficace) e '' seri dubbi sulla costituzionalita' di alcune parti del regolamento, come del resto ammesso chiaramente anche da un ex presidente della Corte Costituzionale e come paventato dallo stesso Presidente dell'Agcom'', precisando altresì come Presidente ed amministratore, ''che vi sia anche un concreto rischio didanno erariale'' che potrebbe evidenziarsi in modo piu' definito dopo un'eventuale accoglimento da parte del Tar dei ricorsi delle emittenti private.

Orbene, un Regolamento palesemente illegittimo e che

indica un atto normativo secondario, vale a dire sottordinato rispetto alla legge ordinaria nella gerchica delle fonti del diritto, per quale motivo non è stato disapplicato dal CDA Rai ? Sky ha deciso di non tenerne conto e lo ha fatto con coraggio e determinazione prima della decisione del Tar cui aveva ricorso!

Gli esigui stipendi del D.G. Masi e degli altri Consiglieri Rai non avrebbero giustificato analoga decisione ed assunzione di responsabilità..!?

Alla luce di quanto sopra esposto ci si domanda se non sia il caso di invitare tutti gli abbonati Rai a segnalare

alla Procura Generale della Corte dei Conti l'evidente danno erariale per le conseguenti determinazioni del caso.

Nel frattempo, aiutiamo Santoro.... tutti sul sito:

http://www.raiperunanotte.it/

Manda un bonifico anche di soli € 2,5, al conto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Corso Vittorio Emanuele II, 349 - 00100 Roma


IBAN: IT 50 O 03002 05214 000003925090

presso l'Unicredit - Banca
PERUNANOTTE"
Italiana, Corso Vittorio Emanuele II, 349 - 00100 Roma

lunedì 23 novembre 2009

Le dichiarazioni intercambiabili sulla giustizia italiana

Viste dal vignettista VAURO:
"In Italia la giustizia non è al di sopra delle parti e, d'altra parte c'è un'opposizione che vuole vincere le elezioni tramite la magistratura" (Cesare Battisti Il Giornale 5/11/2009)
"Vedo una democrazia in libertà vigilata sotto il tacco di giudici politicizzati" (Berlusconi alla Confaesercenti 25/6/2009)
"Consegnarmi alla giustizia significherebbe consegnarmi nelle mani dei miei avversari politici"
(C.Battisti Agi 10/11/2009)
"Sono oggetto di una inaudita catena di inchieste giudiziarie segnate dal più ostile e prevenuto accanimento" (Berlusconi 29/1/2003)
"Riaffermo la mia condizione di perseguitato politico" (C. Battisti 30/1/2009)
"Sono l'uomo politico più perseguitato" (Berlusconi 10/10/2009)
"Rimango molto triste pensando che la storia della mia vita sia raccontata con tante falsità" (C. Battisti)
"Debbo constatare con amarezza che che la mia vita privata viene continuamente utilizzata mediaticamente a fini politici" (Berlusconi)

mercoledì 16 settembre 2009

L'assistenza legale negata a Report



Questa la E. Mail inviata oggi alla coraggiosa giornalista di REPORT
"Gentilissima Dott.ssa Milena Gabanelli,mi addolora moltissimo la discutibile deliberazione, vergognosamente assunta dalla "Sua" Rai, di non voler fornire a Lei ed agli altri giornalisti del Suo staff, l'assistenza legale normalmente assicurata a programmi-inchiesta coraggiosi ed approfonditi quali il Suo.La decisione di andare in onda ugualmente, sia pure in assenza di detta tutela, nella piena consapevolezza che le Sue inchieste non risulteranno certamente "edulcorate", mi onora e mi esalta.Mi permetto, pertanto, di manifestarLe l'ampia ed incondizionata disponibilità mia e della mia compagna Avv. Barbara Paoletti del Foro di Rieti (nonchè dei prestigiosi studi legali dei miei più dotti amici in Roma e corrispondenti in Italia, che contestualmente vado ad interessare) per fornire gratuitamente assistenza legale in sede civile e penale a lei ed ai giornalisti del programma, per qualsivoglia controversia dovesse insorgere a seguito delle programmate e programmande Sue inchieste.

Con profonda stima, Le auguro ogni bene e cordialmente La saluto.

Avv. Genfranco Paonni